domenica 10 aprile 2011

c'è un conto alla rovescia per ogni settimana

venerdì mattina mi sono alzata, ho preso la bicicletta e sono uscita sotto un sole cocente a comprare il fatto quotidiano, per poi leggerlo seduta sotto un pesco in fiore. ho preso il treno e sono andata in centro a milano per ridere perdutamente con un amico importante, tornando a casa con una gonna piena di fiori, come una firma in calce al contratto con questa inaspettata primavera. abbiamo cenato a gambe incrociate guardando il cielo diventare blu notte sopra la facciata della Scala. la sera ho visto vasco brondi esagerare con le chitarre e le luci colorate, farmi muovere i piedi e le labbra a seguire stralci di poesie come preghiere solitarie.
e le comete come te.
sabato mattina ho preso il treno per genova e alla stazione di pavia è arrivato il sole vero, quello con gli occhi verdi e repubblica sotto il braccio. c'è stata la focaccia, i vicoli, due vestiti uguali e diversi quanto noi, il mare, il vino bianco - regalarci tempo per non perderlo, far scivolare maschere per tornare a interpretare noi stesse.
che poi non parti davvero finchè semini sassi sul sentiero che ti porta via da te.
domenica mattina ho impastato la focaccia e infornato 12 muffins al cioccolato, di cui uno pronto per una candelina azzurra colma di desideri. tra tovaglie a stampa con ribes e trifogli ho ritrovato legami annodati, e pochi dubbi su dove appoggiare le piante dei piedi.

2 commenti:

  1. Cacchio, c'era stato quel weekend d'inizio primavera che ci aveva ingannati un po' tutti, eh?

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