martedì 2 febbraio 2010

cielo blu

ti ho aspettato, cielo blu, perchè non posso aspettare altro uscendo dalla biblioteca alle sei e mezza, con la forza soltanto di alzare la testa e cercare quel colore ad occhinsù. ti ho aspettato cielo blu perchè non vedevo le stelle da un po', e stasera mi sono sembrate spilli di solletico pronte a brillare sulla tua coperta di riflessi di seta. cielo blu che è cocktail di colori non mischiati, non ti fai nemmeno fotografare geloso come sei dell'azzurroblu che indossi, e che ti togli con discrezione solo quando arriva un secchio di vernice nera a fare notte, ma senza paura.
torna domani, cielo blu, e il giorno dopo ancora.

giovedì 28 gennaio 2010

it may seem like a stretch

la ricetta di una torta, un enorme papavero disegnato sui muri, un libro nuovo, una filastrocca, un cappuccino scuro, battere per tre volte uno contro l'altro i tacchi delle Scarpette d'Argento.

lunedì 18 gennaio 2010

haiku pt. 4

un foglio bianco
o questa tregua dolce,
suolo di nebbia.

sabato 9 gennaio 2010

haiku pt. 3

guardo la porta chiusa
- tu non ci sei
la luna esplode.

sabato 12 dicembre 2009

pianura su pianura

sono giorni questi in cui faccio avanti e indietro da pavia in auto agli orari più disparati. in questi micro-viaggi cerco da subito la compagnia di lifegate radio, in attesa febbrile di perle di musica Buona. superata la tensione da attraversamento della città, che comprende stop rotonda stop svolta a destra stare in fila rotonda semaforo attesa svolta a sinistra, ho abbastanza tempo per rimanere da sola tra lunghi rettilinei, curve ampie e, soprattutto, pianura su pianura.
è col tempo che ho imparato ad osservare e a conoscere gli angoli che a prima vista sono di una banalità sconvolgente, per chi è nato e cresciuto in questo soffocante pezzo di mondo. ora sorrido quando arriva il tempo della brina che copre i campi fingendosi neve, sorrido quando arriva il tempo delle distese gialle dei campi di colza, sorrido quando spuntano i primi papaveri ai lati della strada, sorrido quando è tempo delle risaie inondate d'acqua (e rallento perchè è come attraversare in punta di piedi l'alta marea), sorrido quando vedo le file ordinate di balle di fieno. e quando il sole sorge, tramonta, si nasconde o fa l'irriverente, mi stupisco sempre.
allora se trovo il coraggio accosto l'auto al bordo della strada, facendomi maledire da tutte le macchine che mi sorpassano noncuranti, e scatto una foto che mi ricordi perchè in fondo qui non fa tutto così schifo come è facile pensare.




venerdì 27 novembre 2009

haiku pt. 2

dormirò
nella Plaça del diamant
con solo te addosso.

mercoledì 11 novembre 2009

come pietra di notte

come pietra di notte mi adagio su un filo d'argento.
come pietra di giorno ingoio la luce di zucchero e sale.

questo mare sa di terra. di terra e di brace.
odora di sangue caldo e frizzante.

come il rosso più rosso disegna timori di limpida follia.
come il rosso nuota nel bianco e ferisce i colori.

questo corpo si brucia pungendo il destino con spilli di ghiaccio.
odora di pensieri tagliati a metà, lui.

come miele
scivola.

come me
scivola.

domenica 8 novembre 2009

su una pellicola

non mi sento troppo speciale nel dire che alcuni istanti della mia vita li vivo su una pellicola come in un film; magari un po' sfocato, ma semplice, nel suo susseguirsi di fotogrammi legati a vita col precedente e col successivo.
chissà quante volte l'ho pensato. sicuramente davanti ad un tramonto, nell'eco di una risata troppo forte, in un angolo buio di una via, davanti ad un quadro, ascoltando una canzone a volume troppo alto, chiudendo una valigia, aspettando di dire qualcosa di importante.
ieri è successo in una situazione banale. ero da sola in macchina e sorridevo per ogni scia di luce artificiale che si incontra con l'asfalto bagnato dalla pioggia, creando quella magia che mi fa stupire ogni volta di come anche una città possa essere bella, a modo suo. la radio ha iniziato a suonare all i need degli air, e quei minuti sono stati meravigliosi, c'ero solo io, potevo essere silenziosa senza sentirmi in colpa, fragile senza sentirmi in colpa, confusa senza sentirmi in colpa; canticchiare senza preoccuparmi di essere stonata, o di essere ridicola.
avrei solo bisogno di sentirmi così un po' più spesso.
di sentirmi così: nel bel mezzo di un film, certa che ad un fotogramma ne seguirà un altro, come destino già scritto e cucito al presente.

mercoledì 4 novembre 2009

haiku pt. 1

la luna piena
faceva ombra
all'altra parte di cielo.

lunedì 26 ottobre 2009

berlino, al ritorno

introduzione: la frase cult è "mi sento i pesci rossi nel cervello" (c'è da scriverci un libro)

ci sono quattro ragazze che si stupiscono di tutto, e hanno degli occhi enormi e la bocca spalancata davanti ai colori e agli angoli di strada. non passano il tempo a parlare ma a parlarsi, e dividono i pensieri in quattro e le difficoltà in quattro e la felicità in quattro. sono così diverse da rendersi simili, sotto un cielo che a malapena riesce a contenerle.
proviamo a metterle in una città come berlino, capitale delle culture, una città in cui persino i profumi dovrebbero essere considerati monumenti. camminano guardando i volti, sorridono per ogni treno giallo, fanno le smorfie ai bambini sui passeggini per farli ridere, provano a fotografare pezzi di cielo. e corrono, corrono perchè sessanta ore insieme equivalgono a sessanta caffè, e non si possono sprecare.
alle mie stelle dico: insieme facciamo un s o l e. di quelli grandi, tondi, rossi, che non tramontano mai.

lunedì 19 ottobre 2009

berlino, prima di partire

fra poche ore parto per berlino e vorrei in questo momento avere tre mani per poter così stringere la mano ad ognuna delle mie bellissime compagne di viaggio. e così felpe pesanti, una sciarpa enorme e un nuovo cappello: questo mi basta adesso per immaginarmi tre giorni che si cuciranno sulla mia vita come un tatuaggio indelebile di felicità.
ah, no: anche una macchina fotografica per imparare nuovamente a guardare oltre i miei occhi.

e lo spazzolino, cazzo,
lo spazzolino.


martedì 6 ottobre 2009

e lasciamole cadere queste stelle.


Quanti anni avevano le sue paure?
E le stelle che cadono sono come gli elefanti quando vanno a morire in riva al mare?
Perchè ci si sente sempre bambini davanti alle giostre?
E perchè il cuore non è come la coda delle lucertole che ricresce sempre?
E perchè è così facile credere al sorriso di un uomo?
Perchè fumo anche se so che mi fa male?
Perchè vivo con la certezza di non riuscire a strapparmi dall'inferno che mi circonda?
Sono io lo specchio delle mie paure.

[ e lasciamole cadere queste stelle - filippo timi ]

sabato 3 ottobre 2009

cerco di assorbire luce

sul giornalino del liceo scrivevo di musica e di libri. ora non riesco a scrivere più di nulla.
ascolto, tanto, leggo, tanto. cerco di assorbire luce da chi l'arte ce l'ha tra mani.
se scrivo sono lettere d'amore o di protesta.
del resto, non so.

sabato 15 agosto 2009

ogni tanto ho bisogno di rileggere baricco, perchè non mi interessano per nulla le tonnellate di critiche che gli rivolgono costantemente, e perchè riesce davvero con estrema semplicità a farmi sentire meno estranea, meno strana, al mondo.
poi ci sarà uno zaino da fare, il mare, foto da fare e pensieri da districare.
(l'orologio giallo lo lascio a casa, perchè non mi interessa sapere che ore sono)