penso di scrivere un post ma poi non ho idee. e allora mi fermo. perchè è assurdo scrivere qualcosa partendo dal niente. eppure.
la libreria alla mia sinistra sta scoppiando e più scoppia e più si allunga a dismisura la lista dei libri che voglio leggere - ho sentito dire da qualcuno che chi si rifugia nei libri non è in grado di vivere appieno, nel reale, la propria vita. non posso che essere in disaccordo mentre guardandomi indietro vedo in loro come un insieme di esperienze, antenati, radici: un'eredità immensa e discreta, stampata nero su bianco e rilegata in quell'insieme variopinto di copertine. ci trovo dentro quello che non so leggere in me: contrasti, come il cinismo di Beigbeder messo accanto alla musicalità di Baricco.
leggere, così come viaggiare, rischia spesso di rendere intolleranti al proprio microcosmo. aprirsi a nuovi mondi aumenta a dismisura il rischio di sottolineare i difetti del proprio ma -e qui dovrebbe stare il rovescio della medaglia- è anche il solo modo di combattere la miopia dell'ignoranza. non c'è fare senza prima immaginare. lo ripeterò dentro di me sognando un viaggio senza capo nè coda, un picnic, un futuro, prima di ogni manifestazione, di ogni angolo di via, di ogni scatto, guardando un quadro, una farfalla, una cascata, ridendo di una follia, di un rancore, dei destini incrociati.
la libreria alla mia sinistra sta scoppiando e più scoppia e più si allunga a dismisura la lista dei libri che voglio leggere - ho sentito dire da qualcuno che chi si rifugia nei libri non è in grado di vivere appieno, nel reale, la propria vita. non posso che essere in disaccordo mentre guardandomi indietro vedo in loro come un insieme di esperienze, antenati, radici: un'eredità immensa e discreta, stampata nero su bianco e rilegata in quell'insieme variopinto di copertine. ci trovo dentro quello che non so leggere in me: contrasti, come il cinismo di Beigbeder messo accanto alla musicalità di Baricco.
leggere, così come viaggiare, rischia spesso di rendere intolleranti al proprio microcosmo. aprirsi a nuovi mondi aumenta a dismisura il rischio di sottolineare i difetti del proprio ma -e qui dovrebbe stare il rovescio della medaglia- è anche il solo modo di combattere la miopia dell'ignoranza. non c'è fare senza prima immaginare. lo ripeterò dentro di me sognando un viaggio senza capo nè coda, un picnic, un futuro, prima di ogni manifestazione, di ogni angolo di via, di ogni scatto, guardando un quadro, una farfalla, una cascata, ridendo di una follia, di un rancore, dei destini incrociati.


